• [italian] 05
    Conferenza Episcopale Italiana
  • Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosuè Giudici


    Giudici

    1Dopo la morte di Giosuè, gli Israeliti consultarono il Signore dicendo: Chi di noi andrà per primo a combattere contro i Cananei?.
    1Il Signore rispose: Andrà Giuda: ecco, ho messo il paese nelle sue mani.
    1Allora Giuda disse a Simeone suo fratello: Vieni con me nel paese, che mi è toccato in sorte, e combattiamo contro i Cananei; poi anch'io verrò con te in quello che ti è toccato in sorte. Simeone andò con lui.
    1Giuda dunque si mosse e il Signore mise nelle loro mani i Cananei e i Perizziti; sconfissero a Bezek diecimila uomini.
    1Incontrato Adoni-Bezek a Bezek, l'attaccarono e sconfissero i Cananei e i Perizziti.
    1Adoni-Bezek fuggì, ma essi lo inseguirono, lo catturarono e gli amputarono i pollici delle mani e dei piedi.
    1Adoni-Bezek disse: Settanta re con i pollici delle mani e dei piedi amputati, raccattavano gli avanzi sotto la mia tavola. Quello che ho fatto io, Dio me lo ripaga. Lo condussero poi a Gerusalemme dove morì.
    1I figli di Giuda attaccarono Gerusalemme e la presero; la passarono a fil di spada e l'abbandonarono alle fiamme.
    1Poi andarono a combattere contro i Cananei che abitavano le montagne, il Negheb e la Sefela.
    1Giuda marciò contro i Cananei che abitavano a Ebron, che prima si chiamava Kiriat-Arba, e sconfisse Sesai, Achiman e Talmai.
    1Di là andò contro gli abitanti di Debir, che prima si chiamava Kiriat-Sefer.
    1Allora Caleb disse: A chi batterà Kiriat-Sefer e la prenderà io darò in moglie Acsa mia figlia.
    1La prese Otniel, figlio di Kenaz, fratello minore di Caleb, e questi gli diede in moglie sua figlia Acsa.
    1Ora, mentre andava dal marito, egli la indusse a chiedere un campo a suo padre. Essa scese dall'asino e Caleb le disse: Che hai?.
    1Essa rispose: Fammi un dono; poiché tu mi hai dato una terra arida, dammi anche qualche fonte d'acqua. Egli le donò la sorgente superiore e la sorgente inferiore.
    1I figli del suocero di Mosè, il Kenita, salirono dalla città delle Palme con i figli di Giuda nel deserto di Giuda, a mezzogiorno di Arad; andarono dunque e si stabilirono in mezzo al popolo.
    1Poi Giuda marciò con Simeone suo fratello: sconfissero i Cananei che abitavano in Sefat, votarono allo sterminio la città, che fu chiamata Corma.
    1Giuda prese anche Gaza con il suo territorio, Ascalon con il suo territorio ed Ekron con il suo territorio.
    1Il Signore fu con Giuda, che scacciò gli abitanti delle montagne, ma non potè espellere gli abitanti della pianura, perché muniti di carri di ferro.
    1Come Mosè aveva ordinato, Ebron fu data a Caleb, che da essa scacciò i tre figli di Anak.
    1I figli di Beniamino non scacciarono i Gebusei che abitavano Gerusalemme, perciò i Gebusei abitano con i figli di Beniamino in Gerusalemme fino ad oggi.
    1Anche la casa di Giuseppe marciò contro Betel e il Signore fu con loro.
    1La casa di Giuseppe mandò a esplorare Betel, città che prima si chiamava Luz.
    1Gli esploratori videro un uomo che usciva dalla città e gli dissero: Insegnaci una via di accesso alla città e noi ti faremo grazia.
    1Egli insegnò loro la via di accesso alla città ed essi passarono la città a fil di spada, ma risparmiarono quell'uomo con tutta la sua famiglia.
    1Quell'uomo andò nel paese degli Hittiti e vi edificò una città che chiamò Luz: questo è il suo nome fino ad oggi.
    1Manàsse non scacciò gli abitanti di Beisan e delle sue dipendenze, né quelli di Taanach e delle sue dipendenze, né quelli di Dor e delle sue dipendenze, né quelli d'Ibleam e delle sue dipendenze, né quelli di Meghiddo e delle sue dipendenze; i Cananei continuarono ad abitare in quel paese.
    1Quando Israele divenne più forte, costrinse ai lavori forzati i Cananei, ma non li scacciò del tutto.
    1Nemmeno Efraim scacciò i Cananei, che abitavano a Ghezer, perciò i Cananei abitarono in Ghezer in mezzo ad Efraim.
    1Zàbulon non scacciò gli abitanti di Kitron, né gli abitanti di Naalol; i Cananei abitarono in mezzo a Zàbulon e furono ridotti in schiavitù.
    1Aser non scacciò gli abitanti di Acco, né gli abitanti di Sidòne, né quelli di Aclab, di Aczib, di Elba, di Afik, di Recob;
    1i figli di Aser si stabilirono in mezzo ai Cananei che abitavano il paese, perché non li avevano scacciati.
    1Nèftali non scacciò gli abitanti di Bet-Semes, né gli abitanti di Bet-Anat e si stabilì in mezzo ai Cananei che abitavano il paese; ma gli abitanti di Bet-Semes e di Bet-Anat furono da loro costretti ai lavori forzati.
    1Gli Amorrei respinsero i figli di Dan sulle montagne e non li lasciarono scendere nella pianura.
    1Gli Amorrei continuarono ad abitare Ar-Cheres, Aialon e Saalbim; ma la mano della casa di Giuseppe si aggravò su di loro e furono costretti ai lavori forzati.
    1Il confine degli Amorrei si estendeva dalla salita di Akrabbim, da Sela in su.
    2Ora l'angelo del Signore salì da Gàlgala a Bochim e disse: Io vi ho fatti uscire dall'Egitto e vi ho condotti nel paese, che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: Non romperò mai la mia alleanza con voi;
    2voi non farete alleanza con gli abitanti di questo paese; distruggerete i loro altari. Ma voi non avete obbedito alla mia voce. Perché avete fatto questo?
    2Perciò anch'io dico: non li scaccerò dinanzi a voi; ma essi vi staranno ai fianchi e i loro dei saranno per voi un inciampo.
    2Appena l'angelo del Signore disse queste parole a tutti gli Israeliti, il popolo alzò la voce e pianse.
    2Chiamarono quel luogo Bochim e vi offrirono sacrifici al Signore.
    2Quando Giosuè ebbe congedato il popolo, gli Israeliti se ne andarono, ciascuno nel suo territorio, a prendere in possesso il paese.
    2Il popolo servì il Signore durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè e che avevano visto tutte le grandi opere, che il Signore aveva fatte in favore d'Israele.
    2Poi Giosuè, figlio di Nun, servo del Signore, morì a centodieci anni
    2e fu sepolto nel territorio, che gli era toccato a Timnat-Cheres sulle montagne di Efraim, a settentrione del monte Gaas.
    2Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; dopo di essa ne sorse un'altra, che non conosceva il Signore, né le opere che aveva compiute in favore d'Israele.
    2Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal;
    2abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto, e seguirono altri dei di quei popoli che avevano intorno: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore,
    2abbandonarono il Signore e servirono Baal e Astarte.
    2Allora si accese l'ira del Signore contro Israele e li mise in mano a razziatori, che li depredarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno ed essi non potevano più tener testa ai nemici.
    2Dovunque uscivano in campo, la mano del Signore era contro di loro, come il Signore aveva detto, come il Signore aveva loro giurato: furono ridotti all'estremo.
    2Allora il Signore fece sorgere dei giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li spogliavano.
    2Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dei e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via battuta dai loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore: essi non fecero così.
    2Quando il Signore suscitava loro dei giudici, il Signore era con il giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice; perché il Signore si lasciava commuovere dai loro gemiti sotto il giogo dei loro oppressori.
    2Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, seguendo altri dei per servirli e prostrarsi davanti a loro, non desistendo dalle loro pratiche e dalla loro condotta ostinata.
    2Perciò l'ira del Signore si accese contro Israele e disse: Poiché questa nazione ha violato l'alleanza che avevo stabilita con i loro padri e non hanno obbedito alla mia voce,
    2nemmeno io scaccerò più dinanzi a loro nessuno dei popoli, che Giosuè lasciò quando morì.
    2Così, per mezzo loro, metterò alla prova Israele, per vedere se cammineranno o no sulla via del Signore, come fecero i loro padri.
    2Il Signore lasciò quelle nazioni senza affrettarsi a scacciarle e non le mise nelle mani di Giosuè.
    3Queste sono le nazioni che il Signore risparmiò allo scopo di mettere alla prova Israele per mezzo loro, cioè quanti non avevano visto le guerre di Canaan.
    3Ciò avvenne soltanto per l'istruzione delle nuove generazioni degli Israeliti, perché imparassero la guerra, quelli, per lo meno, che prima non l'avevano mai vista:
    3i cinque capi dei Filistei, tutti i Cananei, quei di Sidòne e gli Evei, che abitavano le montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all'ingresso di Amat.
    3Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova per vedere se Israele avrebbe obbedito ai comandi, che il Signore aveva dati ai loro padri per mezzo di Mosè.
    3Così gli Israeliti abitarono in mezzo ai Cananei, agli Hittiti, agli Amorrei, ai Perizziti, agli Evei e ai Gebusei;
    3presero in mogli le figlie di essi, maritarono le proprie figlie con i loro figli e servirono i loro dei.
    3Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore; dimenticarono il Signore loro Dio e servirono i Baal e le Asere.
    3Perciò l'ira del Signore si accese contro Israele e li mise nelle mani di Cusan-Risataim, re del Paese dei due fiumi; gli Israeliti furono servi di Cusan-Risataim per otto anni.
    3Poi gli Israeliti gridarono al Signore, e il Signore suscitò loro un liberatore, Otniel, figlio di Kenaz, fratello minore di Caleb, ed egli li liberò.
    3Lo spirito del Signore fu su di lui ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere e il Signore gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Aram; la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim.
    3Il paese rimase in pace per quarant'anni, poi Otniel, figlio di Kenaz, morì.
    3Gli Israeliti ripresero a fare ciò che è male agli occhi del Signore; il Signore rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché facevano ciò che è male agli occhi del Signore.
    3Eglon radunò intorno a sé gli Ammoniti e gli Amaleciti, fece una spedizione contro Israele, lo battè e si impadronì della città delle Palme.
    3Gli Israeliti furono schiavi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni.
    3Poi gridarono al Signore ed egli suscitò loro un liberatore, Eud, figlio di Ghera, Beniaminita, che era mancino. Gli Israeliti mandarono per mezzo di lui un tributo a Eglon re di Moab.
    3Eud si fece una spada a due tagli, lunga un gomed, e se la cinse sotto la veste, al fianco destro.
    3Poi presentò il tributo a Eglon, re di Moab, che era uomo molto grasso.
    3Finita la presentazione del tributo, ripartì con la gente che l'aveva portato.
    3Ma egli, dal luogo detto Idoli, che è presso Gàlgala, tornò indietro e disse: O re, ho una cosa da dirti in segreto. Il re disse: Silenzio! e quanti stavano con lui uscirono.
    3Allora Eud si accostò al re che stava seduto nel piano di sopra, riservato a lui solo, per la frescura, e gli disse: Ho una parola da dirti da parte di Dio. Quegli si alzò dal suo seggio.
    3Allora Eud, allungata la mano sinistra, trasse la spada dal suo fianco e gliela piantò nel ventre.
    3Anche l'elsa entrò con la lama; il grasso si rinchiuse intorno alla lama, perciò egli uscì subito dalla finestra, senza estrargli la spada dal ventre.
    3Eud uscì nel portico, dopo aver chiuso i battenti del piano di sopra e aver tirato il chiavistello.
    3Quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono e videro che i battenti del piano di sopra erano sprangati; dissero: Certo attende ai suoi bisogni nel camerino della stanza fresca.
    3Aspettarono fino ad essere inquieti, ma quegli non apriva i battenti del piano di sopra. Allora presero la chiave, aprirono ed ecco il loro signore era steso per terra, morto.
    3Mentre essi indugiavano, Eud era fuggito e, dopo aver oltrepassato gli Idoli, si era messo in salvo nella Seira.
    3Appena arrivato là, suonò la tromba sulle montagne di Efraim e gli Israeliti scesero con lui dalle montagne ed egli si mise alla loro testa.
    3Disse loro: Seguitemi, perché il Signore vi ha messo nelle mani i Moabiti, vostri nemici. Quelli scesero dopo di lui, si impadronirono dei guadi del Giordano, per impedirne il passo ai Moabiti, e non lasciarono passare nessuno.
    3In quella circostanza sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.
    3Così in quel giorno Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele e il paese rimase tranquillo per ottant'anni.
    3Dopo di lui ci fu Samgar figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; anch'egli salvò Israele.
    4Eud era morto e gli Israeliti tornarono a fare ciò che è male agli occhi del Signore.
    4Il Signore li mise nelle mani di Iabin re di Canaan, che regnava in Cazor. Il capo del suo esercito era Sisara che abitava a Aroset-Goim.
    4Gli Israeliti gridarono al Signore, perché Iabin aveva novecento carri di ferro e gia da venti anni opprimeva duramente gli Israeliti.
    4In quel tempo era giudice d'Israele una profetessa, Debora, moglie di Lappidot.
    4Essa sedeva sotto la palma di Debora, tra Rama e Betel, sulle montagne di Efraim, e gli Israeliti venivano a lei per le vertenze giudiziarie.
    4Essa mandò a chiamare Barak, figlio di Abinoam, da Kades di Nèftali, e gli disse: Il Signore, Dio d'Israele, ti dà quest'ordine: Và, marcia sul monte Tabor e prendi con te diecimila figli di Nèftali e figli di Zàbulon.
    4Io attirerò verso di te al torrente Kison Sisara, capo dell'esercito di Iabin, con i suoi carri e la sua numerosa gente, e lo metterò nelle tue mani.
    4Barak le rispose: Se vieni anche tu con me, andrò; ma se non vieni, non andrò.
    4Rispose: Bene, verrò con te; però non sarà tua la gloria sulla via per cui cammini; ma il Signore metterà Sisara nelle mani di una donna. Debora si alzò e andò con Barak a Kades.
    4Barak convocò Zàbulon e Nèftali a Kades; diecimila uomini si misero al suo seguito e Debora andò con lui.
    4Ora Eber, il Kenita, si era separato dai Keniti, discendenti di Obab, suocero di Mosè, e aveva piantato le tende alla Quercia di Saannaim che è presso Kades.
    4Fu riferito a Sisara che Barak, figlio di Abinoam, era salito sul monte Tabor.
    4Allora Sisara radunò tutti i suoi carri, novecento carri di ferro, e tutta la gente che era con lui da Aroset-Goim fino al torrente Kison.
    4Debora disse a Barak: Alzati, perché questo è il giorno in cui il Signore ha messo Sisara nelle tue mani. Il Signore non esce forse in campo davanti a te?. Allora Barak scese dal monte Tabor, seguito da diecimila uomini.
    4Il Signore sconfisse, davanti a Barak, Sisara con tutti i suoi carri e con tutto il suo esercito; Sisara scese dal carro e fuggì a piedi.
    4Barak inseguì i carri e l'esercito fino ad Aroset-Goim; tutto l'esercito di Sisara cadde a fil di spada e non ne scampò neppure uno.
    4Intanto Sisara era fuggito a piedi verso la tenda di Giaele, moglie di Eber il Kenita, perché vi era pace fra Iabin, re di Cazor, e la casa di Eber il Kenita.
    4Giaele uscì incontro a Sisara e gli disse: Fermati, mio signore, fermati da me: non temere. Egli entrò da lei nella sua tenda ed essa lo nascose con una coperta.
    4Egli le disse: Dammi un pò d'acqua da bere perché ho sete. Essa aprì l'otre del latte, gli diede da bere e poi lo ricoprì.
    4Egli le disse: Stà all'ingresso della tenda; se viene qualcuno a interrogarti dicendo: C'è qui un uomo?, dirai: Nessuno.
    4Ma Giaele, moglie di Eber, prese un picchetto della tenda, prese in mano il martello, venne pian piano a lui e gli conficcò il picchetto nella tempia, fino a farlo penetrare in terra. Egli era profondamente addormentato e sfinito; così morì.
    4Ed ecco Barak inseguiva Sisara; Giaele gli uscì incontro e gli disse: Vieni e ti mostrerò l'uomo che cerchi. Egli entrò da lei ed ecco Sisara era steso morto con il picchetto nella tempia.
    4Così Dio umiliò quel giorno Iabin, re di Canaan, davanti agli Israeliti.
    4La mano degli Israeliti si fece sempre più pesante su Iabin, re di Canaan, finché ebbero sterminato Iabin re di Canaan.
    5In quel giorno Debora, con Barak, figlio di Abinoam, pronunciò questo canto:
    5Ci furono capi in Israele per assumere il comando; ci furono volontari per arruolarsi in massa: Benedite il Signore!
    5Ascoltate, re, porgete gli orecchi, o principi; io voglio cantare al Signore, voglio cantare al Signore, voglio cantare inni al Signore, Dio d'Israele!
    5Signore, quando uscivi dal Seir, quando avanzavi dalla steppa di Edom, la terra tremò, i cieli si scossero, le nubi si sciolsero in acqua.
    5Si stemperarono i monti davanti al Signore, Signore del Sinai, davanti al Signore, Dio d'Israele.
    5Ai giorni di Samgar, figlio di Anat, ai giorni di Giaele, erano deserte le strade e i viandanti deviavano su sentieri tortuosi.
    5Era cessata ogni autorità di governo, era cessata in Israele, fin quando sorsi io, Debora, fin quando sorsi come madre in Israele.
    5Si preferivano divinità straniere e allora la guerra fu alle porte, ma scudo non si vedeva né lancia né quarantamila in Israele.
    5Il mio cuore si volge ai comandanti d'Israele, ai volontari tra il popolo; benedite il Signore!
    5Voi, che cavalcate asine bianche, seduti su gualdrappe, voi che procedete sulla via, raccontate;
    5unitevi al grido degli uomini schierati fra gli abbeveratoi: là essi proclamano le vittorie del Signore, le vittorie del suo governo in Israele, quando scese alle porte il popolo del Signore.
    5Dèstati, dèstati, o Debora, dèstati, dèstati, intona un canto! Sorgi, Barak, e cattura i tuoi prigionieri, o figlio di Abinoam!
    5Allora scesero i fuggiaschi per unirsi ai principi; il popolo del Signore scese a sua difesa tra gli eroi.
    5Quelli della stirpe di Efraim scesero nella pianura, ti seguì Beniamino fra le tue genti. Dalla stirpe di Machir scesero i comandanti e da Zàbulon chi impugna lo scettro del comando.
    5I principi di Issacar mossero con Debora; Barak si lanciò sui suoi passi nella pianura. Presso i ruscelli di Ruben grandi erano le esitazioni.
    5Perché sei rimasto seduto tra gli ovili, ad ascoltare le zampogne dei pastori? Presso i ruscelli di Ruben erano ben grandi le dispute...
    5Gàlaad dimora oltre il Giordano e Dan perché vive straniero sulle navi? Aser si è stabilito lungo la riva del grande mare e presso le sue insenature dimora.
    5Zàbulon invece è un popolo che si è esposto alla morte, come Nèftali, sui poggi della campagna!
    5Vennero i re, diedero battaglia, combatterono i re di Canaan, a Taanach sulle acque di Meghiddo, ma non riportarono bottino d'argento.
    5Dal cielo le stelle diedero battaglia, dalle loro orbite combatterono contro Sisara.
    5Il torrente Kison li travolse; torrente impetuoso fu il torrente Kison... Anima mia, calpesta con forza!
    5Allora martellarono gli zoccoli dei cavalli al galoppo, al galoppo dei corsieri.
    5Maledite Meroz - dice l'angelo del Signore - maledite, maledite i suoi abitanti, perché non vennero in aiuto al Signore, in aiuto al Signore tra gli eroi.
    5Sia benedetta fra le donne Giaele, la moglie di Eber il Kenita, benedetta fra le donne della tenda!
    5Acqua egli chiese, latte essa diede, in una coppa da principi offrì latte acido.
    5Una mano essa stese al picchetto e la destra a un martello da fabbri, e colpì Sisara, lo percosse alla testa, ne fracassò, ne trapassò la tempia.
    5Ai piedi di lei si contorse, ricadde, giacque; ai piedi di lei si contorse, ricadde, dove si contorse, là ricadde finito.
    5Dietro la finestra si affaccia e si lamenta la madre di Sisara, dietro la persiana: Perché il suo carro tarda ad arrivare? Perché così a rilento procedono i suoi carri?
    5Le più sagge sue principesse rispondono e anche lei torna a dire a se stessa:
    5Certo han trovato bottino, stan facendo le parti: una fanciulla, due fanciulle per ogni uomo; un bottino di vesti variopinte per Sisara, un bottino di vesti variopinte a ricamo; una veste variopinta a due ricami è il bottino per il mio collo...
    5Così periscano tutti i tuoi nemici, Signore! Ma coloro che ti amano siano come il sole, quando sorge con tutto lo splendore. Poi il paese ebbe pace per quarant'anni.
    6Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani di Madian per sette anni.
    6La mano di Madian si fece pesante contro Israele; per la paura dei Madianiti gli Israeliti adattarono per sé gli antri dei monti, le caverne e le cime scoscese.
    6Quando Israele aveva seminato, i Madianiti con i figli di Amalek e i figli dell'oriente venivano contro di lui,
    6si accampavano sul territorio degli Israeliti, distruggevano tutti i prodotti del paese fino all'ingresso di Gaza e non lasciavano in Israele mezzi di sussistenza: né pecore, né buoi, né asini.
    6Poiché venivano con i loro armenti e con le loro tende e arrivavano numerosi come le cavallette - essi e i loro cammelli erano senza numero - e venivano nel paese per devastarlo.
    6Israele fu ridotto in grande miseria a causa di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore.
    6Quando gli Israeliti ebbero gridato a causa di Madian,
    6il Signore mandò loro un profeta che disse: Dice il Signore, Dio d'Israele: Io vi ho fatti uscire dall'Egitto e vi ho fatti uscire dalla condizione servile;
    6vi ho liberati dalla mano degli Egiziani e dalla mano di quanti vi opprimevano; li ho scacciati davanti a voi, vi ho dato il loro paese
    6e vi ho detto: Io sono il Signore vostro Dio; non venerate gli dei degli Amorrei, nel paese dei quali abitate. Ma voi non avete ascoltato la mia voce.
    6Ora l'angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita; Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel tino per sottrarlo ai Madianiti.
    6L'angelo del Signore gli apparve e gli disse: Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!.
    6Gedeone gli rispose: Signor mio, se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: Il Signore non ci ha fatto forse uscire dall'Egitto? Ma ora il Signore ci ha abbandonati e ci ha messi nelle mani di Madian.
    6Allora il Signore si volse a lui e gli disse: Và con questa forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?.
    6Gli rispose: Signor mio, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manàsse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre.
    6Il Signore gli disse: Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo.
    6Gli disse allora: Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli.
    6Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia offerta da presentarti. Rispose: Resterò finché tu torni.
    6Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un'efa di farina preparò focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì.
    6L'angelo di Dio gli disse: Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa pietra e versavi il brodo. Egli fece così.
    6Allora l'angelo del Signore stese l'estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; salì dalla roccia un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime e l'angelo del Signore scomparve dai suoi occhi.
    6Gedeone vide che era l'angelo del Signore e disse: Signore, ho dunque visto l'angelo del Signore faccia a faccia!.
    6Il Signore gli disse: La pace sia con te, non temere, non morirai!.
    6Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò Signore-Pace. Esso esiste fino ad oggi a Ofra degli Abiezeriti.
    6In quella stessa notte il Signore gli disse: Prendi il giovenco di tuo padre e un secondo giovenco di sette anni, demolisci l'altare di Baal fatto da tuo padre e taglia il palo sacro che gli sta accanto.
    6Costruisci un altare al Signore tuo Dio sulla cima di questa roccia, disponendo ogni cosa con ordine; poi prendi il secondo giovenco e offrilo in olocausto sulla legna del palo sacro che avrai tagliato.
    6Allora Gedeone prese dieci uomini fra i suoi servitori e fece come il Signore gli aveva ordinato; ma temendo di farlo di giorno, per paura dei suoi parenti e della gente della città, lo fece di notte.
    6Quando il mattino dopo la gente della città si alzò, vide che l'altare di Baal era stato demolito, che il palo sacro accanto era stato tagliato e che il secondo giovenco era offerto in olocausto sull'altare che era stato costruito.
    6Si dissero l'un altro: Chi ha fatto questo?. Investigarono, si informarono e dissero: Gedeone, figlio di Ioas, ha fatto questo.
    6Allora la gente della città disse a Ioas: Conduci fuori tuo figlio e sia messo a morte, perché ha demolito l'altare di Baal e ha tagliato il palo sacro che gli stava accanto.
    6Ioas rispose a quanti insorgevano contro di lui: Volete difendere voi la causa di Baal e venirgli in aiuto? Chi vorrà difendere la sua causa sarà messo a morte prima di domattina; se è Dio, difenda da sé la sua causa, per il fatto che hanno demolito il suo altare.
    6Perciò in quel giorno Gedeone fu chiamato Ierub-Baal, perché si disse: Baal difenda la sua causa contro di lui, perché egli ha demolito il suo altare.
    6Ora tutti i Madianiti, Amalek e i figli dell'oriente si radunarono, passarono il Giordano e si accamparono nella pianura di Izreel.
    6Ma lo spirito del Signore investì Gedeone; egli suonò la tromba e gli Abiezeriti furono convocati per seguirlo.
    6Egli mandò anche messaggeri in tutto Manàsse, che fu pure chiamato a seguirlo; mandò anche messaggeri nelle tribù di Aser, di Zàbulon e di Nèftali, le quali vennero ad unirsi agli altri.
    6Gedeone disse a Dio: Se tu stai per salvare Israele per mia mano, come hai detto,
    6ecco, io metterò un vello di lana sull'aia: se c'è rugiada soltanto sul vello e tutto il terreno resta asciutto, io saprò che tu salverai Israele per mia mano, come hai detto.
    6Così avvenne. La mattina dopo, Gedeone si alzò per tempo, strizzò il vello e ne spremette la rugiada: una coppa piena d'acqua.
    6Gedeone disse a Dio: Non adirarti contro di me; io parlerò ancora una volta. Lasciami fare la prova con il vello, solo ancora una volta: resti asciutto soltanto il vello e ci sia la rugiada su tutto il terreno.
    6Dio fece così quella notte: il vello soltanto restò asciutto e ci fu rugiada su tutto il terreno.
    7Ierub-Baal dunque, cioè Gedeone, con tutta la gente che era con lui, alzatosi di buon mattino, si accampò alla fonte di Carod. Il campo di Madian era al nord, verso la collina di More, nella pianura.
    7Il Signore disse a Gedeone: La gente che è con te è troppo numerosa, perché io metta Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi dinanzi a me e dire: La mia mano mi ha salvato.
    7Ora annunzia davanti a tutto il popolo: Chiunque ha paura e trema, torni indietro. Gedeone li mise così alla prova. Tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo e ne rimasero diecimila.
    7Il Signore disse a Gedeone: La gente è ancora troppo numerosa; falli scendere all'acqua e te li metterò alla prova. Quegli del quale ti dirò: Questi venga con te, verrà; e quegli del quale ti dirò: Questi non venga con te, non verrà.
    7Gedeone fece dunque scendere la gente all'acqua e il Signore gli disse: Quanti lambiranno l'acqua con la lingua, come la lambisce il cane, li porrai da una parte; porrai da un'altra quanti, per bere, si metteranno in ginocchio.
    7Il numero di quelli che lambirono l'acqua portandosela alla bocca con la mano, fu di trecento uomini; tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bere l'acqua.
    7Allora il Signore disse a Gedeone: Con questi trecento uomini che hanno lambito l'acqua, io vi salverò e metterò i Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua.
    7Egli prese dalle mani del popolo le brocche e le trombe; rimandò tutti gli altri Israeliti ciascuno alla sua tenda e tenne con sé i trecento uomini. L'accampamento di Madian gli stava al di sotto, nella pianura.
    7In quella stessa notte il Signore disse a Gedeone: Alzati e piomba sul campo, perché io te l'ho messo nelle mani.
    7Ma se hai paura di farlo, scendivi con Pura tuo servo
    7e udrai quello che dicono; dopo, prenderai vigore per piombare sul campo. Egli scese con Pura suo servo fino agli avamposti dell'accampamento.
    7I Madianiti, gli Amaleciti e tutti i figli dell'oriente erano sparsi nella pianura e i loro cammelli erano senza numero come la sabbia che è sul lido del mare.
    7Quando Gedeone vi giunse, ecco un uomo raccontava un sogno al suo compagno e gli diceva: Ho fatto un sogno. Mi pareva di vedere una pagnotta di orzo rotolare nell'accampamento di Madian: giunse alla tenda, la urtò e la rovesciò e la tenda cadde a terra.
    7Il suo compagno gli rispose: Questo non è altro che la spada di Gedeone, figlio di Ioas, uomo di Israele; Dio ha messo nelle sue mani Madian e tutto l'accampamento.
    7Quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e la sua interpretazione, si prostrò; poi tornò al campo di Israele e disse: Alzatevi, perché il Signore ha messo nelle vostre mani l'accampamento di Madian.
    7Divise i trecento uomini in tre schiere, consegnò a tutti trombe e brocche vuote con dentro fiaccole;
    7disse loro: Guardate me e fate come farò io, così farete voi.
    7Quando io, con quanti sono con me, suonerò la tromba, anche voi suonerete le trombe intorno a tutto l'accampamento e griderete: Per il Signore e per Gedeone!.
    7Gedeone e i cento uomini che erano con lui giunsero all'estremità dell'accampamento, all'inizio della veglia di mezzanotte, quando appena avevano cambiato le sentinelle. Egli suonò la tromba spezzando la brocca che aveva in mano.
    7Allora le tre schiere suonarono le trombe e spezzarono le brocche, tenendo le fiaccole con la sinistra e con la destra le trombe per suonare e gridarono: La spada per il Signore e per Gedeone!.
    7Ognuno di essi rimase al suo posto, intorno all'accampamento; tutto il campo si mise a correre, a gridare, a fuggire.
    7Mentre quelli suonavano le trecento trombe, il Signore fece volgere la spada di ciascuno contro il compagno, per tutto l'accampamento. L'esercito fuggì fino a Bet-Sitta a Zerera fino alla riva di Abel-Mecola, sopra Tabbat.
    7Gli Israeliti di Nèftali, di Aser e di tutto Manàsse si radunarono e inseguirono i Madianiti.
    7Intanto Gedeone aveva mandato messaggeri per tutte le montagne di Efraim a dire: Scendete contro i Madianiti e tagliate loro i guadi sul Giordano fino a Bet-Bara. Così tutti gli uomini di Efraim si radunarono e si impadronirono dei guadi sul Giordano fino a Bet-Bara.
    7Presero due capi di Madian, Oreb e Zeeb; uccisero Oreb alla roccia di Oreb e Zeeb al Torchio di Zeeb. Inseguirono i Madianiti e portarono le teste di Oreb e di Zeeb a Gedeone, oltre il Giordano.
    8Ma gli uomini di Efraim gli dissero: Che azione ci hai fatto, non chiamandoci quando sei andato a combattere contro Madian?. Litigarono con lui violentemente.
    8Egli rispose loro: Che ho fatto io in confronto a voi? La racimolatura di Efraim non vale più della vendemmia di Abiezer?
    8Dio vi ha messo nelle mani i capi di Madian, Oreb e Zeeb; che dunque ho potuto fare io in confronto a voi?. A tali parole, la loro ira contro di lui si calmò.
    8Gedeone arrivò al Giordano e lo attraversò. Ma egli e i suoi trecento uomini erano stanchi e affamati.
    8Disse a quelli di Succot: Date focacce di pane alla gente che mi segue, perché è stanca e io sto inseguendo Zebach e Zalmunna, re di Madian.
    8Ma i capi di Succot risposero: Tieni forse gia nelle tue mani i polsi di Zebach e di Zalmunna, perché dobbiamo dare il pane al tuo esercito?.
    8Gedeone disse: Ebbene, quando il Signore mi avrà messo nelle mani Zebach e Zalmunna, vi strazierò le carni con le spine del deserto e con i cardi.
    8Di là salì a Penuel e parlò agli uomini di Penuel nello stesso modo; essi gli risposero come avevano fatto quelli di Succot.
    8Egli disse anche agli uomini di Penuel: Quando tornerò in pace, abbatterò questa torre.
    8Zebach e Zalmunna erano a Karkor con il loro accampamento di circa quindicimila uomini, quanti erano rimasti dell'intero esercito dei figli dell'oriente; centoventimila uomini armati di spada erano caduti.
    8Gedeone salì per la via dei nomadi a oriente di Nobach e di Iogbea e mise in rotta l'esercito che si credeva sicuro.
    8Zebach e Zalmunna si diedero alla fuga, ma egli li inseguì, prese i due re di Madian, Zebach e Zalmunna, e sbaragliò tutto l'esercito.
    8Poi Gedeone, figlio di Ioas, tornò dalla battaglia per la salita di Cheres.
    8Catturò un giovane della gente di Succot e lo interrogò; quegli gli mise per iscritto i nomi dei capi e degli anziani di Succot: settantasette uomini.
    8Poi venne alla gente di Succot e disse: Ecco Zebach e Zalmunna, a proposito dei quali mi avete insultato dicendo: Hai tu forse gia nelle mani i polsi di Zebach e Zalmunna perché dobbiamo dare il pane alla tua gente stanca?.
    8Prese gli anziani della città e con le spine del deserto e con i cardi castigò gli uomini di Succot.
    8Demolì la torre di Penuel e uccise gli uomini della città.
    8Poi disse a Zebach e a Zalmunna: Come erano gli uomini che avete uccisi al Tabor?. Quelli risposero: Erano come te; ognuno di loro aveva l'aspetto di un figlio di re.
    8Egli riprese: Erano miei fratelli, figli di mia madre; per la vita del Signore, se aveste risparmiato loro la vita, io non vi ucciderei!.
    8Poi disse a Ieter, suo primogenito: Su, uccidili!. Ma il giovane non estrasse la spada, perché aveva paura, poiché era ancora giovane.
    8Zebach e Zalmunna dissero: Suvvia, colpisci tu stesso, poiché qual è l'uomo, tale è la sua forza. Gedeone si alzò e uccise Zebach e Zalmunna e prese le lunette che i loro cammelli portavano al collo.
    8Allora gli Israeliti dissero a Gedeone: Regna su di noi tu e i tuoi discendenti, poiché ci hai liberati dalla mano di Madian.
    8Ma Gedeone rispose loro: Io non regnerò su di voi né mio figlio regnerà; il Signore regnerà su di voi.
    8Poi Gedeone disse loro: Una cosa voglio chiedervi: ognuno di voi mi dia un pendente del suo bottino. I nemici avevano pendenti d'oro, perché erano Ismaeliti.
    8Risposero: Li daremo volentieri. Egli stese allora il mantello e ognuno vi gettò un pendente del suo bottino.
    8Il peso dei pendenti d'oro, che egli aveva chiesti, fu di millesettecento sicli d'oro, oltre le lunette, le catenelle e le vesti di porpora, che i re di Madian avevano addosso, e oltre le collane che i loro cammelli avevano al collo.
    8Gedeone ne fece un efod che pose in Ofra sua città; tutto Israele vi si prostrò davanti in quel luogo e ciò divenne una causa di rovina per Gedeone e per la sua casa.
    8Così Madian fu umiliato davanti agli Israeliti e non alzò più il capo; il paese rimase in pace per quarant'anni, durante la vita di Gedeone.
    8Ierub-Baal, figlio di Ioas, tornò a dimorare a casa sua.
    8Gedeone ebbe settanta figli che gli erano nati dalle molte mogli.
    8Anche la sua concubina che stava a Sichem gli partorì un figlio, che chiamò Abimèlech.
    8Poi Gedeone, figlio di Ioas, morì in buona vecchiaia e fu sepolto nella tomba di Ioas suo padre a Ofra degli Abiezeriti.
    8Dopo la morte di Gedeone gli Israeliti tornarono a prostituirsi a Baal e presero Baal-Berit come loro dio.
    8Gli Israeliti non si ricordarono del Signore loro Dio che li aveva liberati dalle mani di tutti i loro nemici all'intorno
    8e non dimostrarono gratitudine alla casa di Ierub-Baal, cioè di Gedeone, per tutto il bene che egli aveva fatto a Israele.
    9Ora Abimèlech, figlio di Ierub-Baal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e disse loro e a tutta la parentela di sua madre:
    9Dite agli orecchi di tutti i signori di Sichem: E' meglio per voi che vi governino settanta uomini, tutti i figli di Ierub-Baal, o che vi governi un solo uomo? Ricordatevi che io sono del vostro sangue.
    9I fratelli di sua madre parlarono di lui, ripetendo a tutti i signori di Sichem quelle parole e il cuor loro si piegò a favore di Abimèlech, perché dicevano: E' nostro fratello.
    9Gli diedero settanta sicli d'argento che tolsero dal tempio di Baal-Berit; con essi Abimèlech assoldò uomini sfaccendati e audaci che lo seguirono.
    9Venne alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, figli di Ierub-Baal, settanta uomini. Ma Iotam, figlio minore di Ierub-Baal, scampò, perché si era nascosto.
    9Tutti i signori di Sichem e tutta Bet-Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimèlech presso la Quercia della Stele che si trova a Sichem.
    9Ma Iotam, informato della cosa, andò a porsi sulla sommità del monte Garizim e, alzando la voce, gridò: Ascoltatemi, signori di Sichem, e Dio ascolterà voi!
    9Si misero in cammino gli alberi per ungere un re su di essi. Dissero all'ulivo: Regna su di noi.
    9Rispose loro l'ulivo: Rinuncerò al mio olio, grazie al quale si onorano dei e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi?
    9Dissero gli alberi al fico: Vieni tu, regna su di noi.
    9Rispose loro il fico: Rinuncerò alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, e andrò ad agitarmi sugli alberi?
    9Dissero gli alberi alla vite: Vieni tu, regna su di noi.
    9Rispose loro la vite: Rinuncerò al mio mosto che allieta dei e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi?
    9Dissero tutti gli alberi al rovo: Vieni tu, regna su di noi.
    9Rispose il rovo agli alberi: Se in verità ungete me re su di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra; se no, esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del Libano.
    9Ora voi non avete agito con lealtà e onestà proclamando re Abimèlech, non avete operato bene verso Ierub-Baal e la sua casa, non lo avete trattato secondo il merito delle sue azioni...
    9Perché mio padre ha combattuto per voi, ha esposto al pericolo la vita e vi ha liberati dalle mani di Madian.
    9Voi invece oggi siete insorti contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figli, settanta uomini, sopra una stessa pietra e avete proclamato re dei signori di Sichem Abimèlech, figlio della sua schiava, perché è vostro fratello.
    9Se dunque avete operato oggi con sincerità e con integrità verso Ierub-Baal e la sua casa, godetevi Abimèlech ed egli si goda voi!
    9Ma se non è così, esca da Abimèlech un fuoco che divori i signori di Sichem e Bet-Millo; esca dai signori di Sichem e da Bet-Millo un fuoco che divori Abimèlech!.
    9Iotam corse via, si mise in salvo e andò a stabilirsi a Beer, lontano da Abimèlech suo fratello.
    9Abimèlech dominò su Israele tre anni.
    9Poi Dio mandò un cattivo spirito fra Abimèlech e i signori di Sichem e i signori di Sichem si ribellarono ad Abimèlech.
    9Questo avvenne perché la violenza fatta ai settanta figli di Ierub-Baal ricevesse il castigo e il loro sangue ricadesse su Abimèlech loro fratello, che li aveva uccisi, e sui signori di Sichem, che gli avevano dato mano per uccidere i suoi fratelli.
    9I signori di Sichem posero agguati contro di lui sulla cima dei monti, rapinando chiunque passasse vicino alla strada. Abimèlech fu informato della cosa.
    9Poi Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli vennero e si stabilirono a Sichem e i signori di Sichem riposero la fiducia in lui.
    9Usciti nella campagna, vendemmiarono le loro vigne, pigiarono l'uva e fecero festa. Poi entrarono nella casa del loro Dio, mangiarono, bevvero e maledissero Abimèlech.
    9Gaal, figlio di Ebed, disse: Chi è Abimèlech e che è Sichem, perché dobbiamo servirlo? Non dovrebbero piuttosto il figlio di Ierub-Baal e Zebul, suo luogotenente, servire gli uomini di Camor, capostipite di Sichem? Perché dovremmo servirlo noi?
    9Se avessi in mano questo popolo, io scaccerei Abimèlech e direi: Accresci pure il tuo esercito ed esci in campo.
    9Ora Zebul, governatore della città, udite le parole di Gaal, figlio di Ebed, si accese d'ira
    9e mandò messaggeri ad Abimèlech in Aruma per dirgli: Ecco Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli sono venuti a Sichem e sollevano la città contro di te.
    9Alzati dunque di notte con la gente che hai con te e tendi un agguato nella campagna.
    9Domattina, non appena spunterà il sole, ti alzerai e piomberai sulla città mentre lui con la sua gente ti uscirà contro: tu gli farai quel che troverai opportuno.
    9Abimèlech e tutta la gente che era con lui si alzarono di notte e tesero un agguato contro Sichem, divisi in quattro schiere.
    9Gaal, figlio di Ebed, uscì e si fermò all'ingresso della porta della città; allora Abimèlech uscì dall'agguato con la gente che aveva.
    9Gaal, vista quella gente, disse a Zebul: Ecco gente che scende dalle cime dei monti. Zebul gli rispose: Tu vedi l'ombra dei monti e la prendi per uomini.
    9Gaal riprese a parlare e disse: Ecco gente che scende dall'Ombelico della terra e una schiera che giunge per la via della Quercia dei Maghi.
    9Allora Zebul gli disse: Dov'è ora la spavalderia di quando dicevi: Chi è Abimèlech, perché dobbiamo servirlo? Non è questo il popolo che disprezzavi? Ora esci in campo e combatti contro di lui!.
    9Allora Gaal uscì alla testa dei signori di Sichem e diede battaglia ad Abimèlech.
    9Ma Abimèlech lo inseguì ed egli fuggì dinanzi a lui e molti uomini caddero morti fino all'ingresso della porta.
    9Abimèlech ritornò ad Aruma e Zebul cacciò Gaal e i suoi fratelli, che non poterono più rimanere a Sichem.
    9Il giorno dopo il popolo di Sichem uscì alla campagna e Abimèlech ne fu informato.
    9Egli prese la sua gente, la divise in tre schiere e tese un agguato nella campagna: quando vide che il popolo usciva dalla città, si mosse contro di essi e li battè.
    9Abimèlech e la sua gente fecero irruzione e si fermarono all'ingresso della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su quelli che erano nella campagna e li colpirono.
    9Abimèlech combattè contro la città tutto quel giorno, la prese e uccise il popolo che vi si trovava; poi distrusse la città e la cosparse di sale.
    9Tutti i signori della torre di Sichem, all'udir questo, entrarono nel sotterraneo del tempio di El-Berit.
    9Fu riferito ad Abimèlech che tutti i signori della torre di Sichem si erano adunati.
    9Allora Abimèlech salì sul monte Zalmon con tutta la gente che aveva con sé; prese in mano la scure, tagliò un ramo d'albero, lo sollevò e se lo mise in spalla; poi disse alla sua gente: Quello che mi avete visto fare, fatelo presto anche voi!.
    9Tutti tagliarono ciascuno un ramo e seguirono Abimèlech; posero i rami contro il sotterraneo e bruciarono tra le fiamme la sala con quelli che vi erano dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne.
    9Poi Abimèlech andò a Tebes, la cinse d'assedio e la prese.
    9In mezzo alla città c'era una torre fortificata, dove si rifugiarono tutti i signori della città, uomini e donne; vi si rinchiusero dentro e salirono sul terrazzo della torre.
    9Abimèlech, giunto alla torre, l'attaccò e si accostò alla porta della torre per appiccarvi il fuoco.
    9Ma una donna gettò giù il pezzo superiore di una macina sulla testa di Abimèlech e gli spaccò il cranio.
    9Egli chiamò in fretta il giovane che gli portava le armi e gli disse: Tira fuori la spada e uccidimi, perché non si dica di me: L'ha ucciso una donna!. Il giovane lo trafisse ed egli morì.
    9Quando gli Israeliti videro che Abimèlech era morto, se ne andarono ciascuno a casa sua.
    9Così Dio fece ricadere sopra Abimèlech il male che egli aveva fatto contro suo padre, uccidendo settanta suoi fratelli.
    9Dio fece anche ricadere sul capo della gente di Sichem tutto il male che essa aveva fatto; così si avverò su di loro la maledizione di Iotam, figlio di Ierub-Baal.
    10Dopo Abimèlech, sorse a salvare Israele Tola, figlio di Pua, figlio di Dodo, uomo di Issacar. Dimorava a Samir sulle montagne di Efraim;
    10fu giudice d'Israele per ventitrè anni, poi morì e fu sepolto a Samir.
    10Dopo di lui sorse Iair, il Galaadita, che fu giudice d'Israele per ventidue anni;
    10ebbe trenta figli che cavalcavano trenta asinelli e avevano trenta città, che si chiamano anche oggi i Villaggi di Iair e sono nel paese di Gàlaad.
    10Poi Iair morì e fu sepolto a Kamon.
    10Gli Israeliti continuarono a fare ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal, le Astarti, gli dei di Aram, gli dei di Sidòne, gli dei di Moab, gli dei degli Ammoniti e gli dei dei Filistei; abbandonarono il Signore e non lo servirono più.
    10L'ira del Signore si accese contro Israele e li mise nelle mani dei Filistei e nelle mani degli Ammoniti.
    10Questi afflissero e oppressero per diciotto anni gli Israeliti, tutti i figli d'Israele che erano oltre il Giordano, nel paese degli Amorrei in Gàlaad.
    10Poi gli Ammoniti passarono il Giordano per combattere anche contro Giuda, contro Beniamino e contro la casa d'Efraim e Israele fu in grande angoscia.
    10Allora gli Israeliti gridarono al Signore: Abbiamo peccato contro di te, perché abbiamo abbandonato il nostro Dio e abbiamo servito i Baal.
    10Il Signore disse agli Israeliti: Non vi ho io liberati dagli Egiziani, dagli Amorrei, dagli Ammoniti e dai Filistei?
    10Quando quelli di Sidòne, gli Amaleciti e i Madianiti vi opprimevano e voi gridavate a me, non vi ho forse liberati dalle loro mani?
    10Eppure, mi avete abbandonato e avete servito altri dei; perciò io non vi salverò più.
    10Andate a gridare agli dei che avete scelto; vi salvino essi nel tempo della vostra angoscia!.
    10Gli Israeliti dissero al Signore: Abbiamo peccato; fà di noi ciò che ti piace; soltanto, liberaci in questo giorno.
    10Eliminarono gli dei stranieri e servirono il Signore, il quale non tollerò più a lungo la tribolazione di Israele.
    10Gli Ammoniti si radunarono e si accamparono in Gàlaad e anche gli Israeliti si adunarono e si accamparono a Mizpa.
    10Il popolo, i principi di Gàlaad, si dissero l'un l'altro: Chi sarà l'uomo che comincerà a combattere contro gli Ammoniti? Egli sarà il capo di tutti gli abitanti di Gàlaad.
    11Ora Iefte, il Galaadita, era uomo forte e valoroso, figlio di una prostituta; lo aveva generato Gàlaad.
    11Poi la moglie di Gàlaad gli partorì figli e, quando i figli della moglie furono adulti, cacciarono Iefte e gli dissero: Tu non avrai eredità nella casa di nostro padre, perché sei figlio di un'altra donna.
    11Iefte fuggì lontano dai suoi fratelli e si stabilì nel paese di Tob. Attorno a Iefte si raccolsero alcuni sfaccendati e facevano scorrerie con lui.
    11Qualche tempo dopo gli Ammoniti mossero guerra a Israele.
    11Quando gli Ammoniti iniziarono la guerra contro Israele, gli anziani di Gàlaad andarono a prendere Iefte nel paese di Tob.
    11Dissero a Iefte: Vieni, sii nostro condottiero e combatteremo contro gli Ammoniti.
    11Ma Iefte rispose agli anziani di Gàlaad: Non siete forse voi quelli che mi avete odiato e scacciato dalla casa di mio padre? Perché venite da me ora che siete in difficoltà?.
    11Gli anziani di Gàlaad dissero a Iefte: Proprio per questo ora ci rivolgiamo a te: verrai con noi, combatterai contro gli Ammoniti e sarai il capo di noi tutti abitanti di Gàlaad.
    11Iefte rispose agli anziani di Gàlaad: Se mi riconducete per combattere contro gli Ammoniti e il Signore li mette in mio potere, io sarò vostro capo.
    11Gli anziani di Gàlaad dissero a Iefte: Il Signore sia testimone tra di noi, se non faremo come hai detto.
    11Iefte dunque andò con gli anziani di Gàlaad; il popolo lo costituì suo capo e condottiero e Iefte ripetè le sue parole davanti al Signore in Mizpa.
    11Poi Iefte inviò messaggeri al re degli Ammoniti per dirgli: Che c'è tra me e te, perché tu venga contro di me a muover guerra al mio paese?.
    11Il re degli Ammoniti rispose ai messaggeri di Iefte: Perché, quando Israele uscì dall'Egitto, si impadronì del mio territorio, dall'Arnon fino allo Iabbok e al Giordano; restituiscilo spontaneamente.
    11Iefte inviò di nuovo messaggeri al re degli Ammoniti per dirgli:
    11Dice Iefte: Israele non si impadronì del paese di Moab, né del paese degli Ammoniti;
    11ma, quando Israele uscì dall'Egitto e attraversò il deserto fino al Mare Rosso e giunse a Kades,
    11mandò messaggeri al re di Edom per dirgli: Lasciami passare per il tuo paese, ma il re di Edom non acconsentì. Mandò anche al re di Moab, nemmeno lui volle e Israele rimase a Kades.
    11Poi camminò per il deserto, fece il giro del paese di Edom e del paese di Moab, giunse a oriente del paese di Moab e si accampò oltre l'Arnon senza entrare nei territori di Moab; perché l'Arnon segna il confine di Moab.
    11Allora Israele mandò messaggeri a Sicon, re degli Amorrei, re di Chesbon, e gli disse: Lasciaci passare dal tuo paese, per arrivare al nostro.
    11Ma Sicon non si fidò che Israele passasse per i suoi confini; anzi radunò tutta la sua gente, si accampò a Iaaz e combattè contro Israele.
    11Il Signore, Dio d'Israele, mise Sicon e tutta la sua gente nelle mani d'Israele, che li sconfisse; così Israele conquistò tutto il paese degli Amorrei che abitavano quel territoro;
    11conquistò tutti i territori degli Amorrei, dall'Arnon allo Iabbok e dal deserto al Giordano.
    11Ora il Signore, Dio d'Israele, ha scacciato gli Amorrei davanti a Israele suo popolo e tu vorresti possedere il loro paese?
    11Non possiedi tu quello che Camos tuo dio ti ha fatto possedere? Così anche noi possiederemo il paese di quelli che il Signore ha scacciati davanti a noi.
    11Sei tu forse più di Balak, figlio di Zippor, re di Moab? Mosse forse querela ad Israele o gli fece guerra?
    11Da trecento anni Israele abita a Chesbon e nelle sue dipendenze, ad Aroer e nelle sue dipendenze e in tutte le città lungo l'Arnon; perché non gliele avete tolte durante questo tempo?
    11Io non ti ho fatto torto e tu agisci male verso di me, muovendomi guerra; il Signore giudice giudichi oggi tra gli Israeliti e gli Ammoniti!.
    11Ma il re degli Ammoniti non ascoltò le parole che Iefte gli aveva mandato a dire.
    11Allora lo spirito del Signore venne su Iefte ed egli attraversò Gàlaad e Manàsse, passò a Mizpa di Gàlaad e da Mizpa di Gàlaad raggiunse gli Ammoniti.
    11Iefte fece voto al Signore e disse: Se tu mi metti nelle mani gli Ammoniti,
    11la persona che uscirà per prima dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore e io l'offrirò in olocausto.
    11Quindi Iefte raggiunse gli Ammoniti per combatterli e il Signore glieli mise nelle mani.
    11Egli li sconfisse da Aroer fin verso Minnit, prendendo loro venti città, e fino ad Abel-Cheramin. Così gli Ammoniti furono umiliati davanti agli Israeliti.
    11Poi Iefte tornò a Mizpa, verso casa sua; ed ecco uscirgli incontro la figlia, con timpani e danze. Era l'unica figlia: non aveva altri figli, né altre figlie.
    11Appena la vide, si stracciò le vesti e disse: Figlia mia, tu mi hai rovinato! Anche tu sei con quelli che mi hanno reso infelice! Io ho dato la mia parola al Signore e non posso ritirarmi.
    11Essa gli disse: Padre mio, se hai dato parola al Signore, fà di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca, perché il Signore ti ha concesso vendetta sugli Ammoniti, tuoi nemici.
    11Poi disse al padre: Mi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, perché io vada errando per i monti a piangere la mia verginità con le mie compagne.
    11Egli le rispose: Và!, e la lasciò andare per due mesi. Essa se ne andò con le compagne e pianse sui monti la sua verginità.
    11Alla fine dei due mesi tornò dal padre ed egli fece di lei quello che aveva promesso con voto. Essa non aveva conosciuto uomo; di qui venne in Israele questa usanza:
    11ogni anno le fanciulle d'Israele vanno a piangere la figlia di Iefte il Galaadita, per quattro giorni.
    12Ora gli uomini di Efraim si radunarono, passarono il fiume verso Zafon e dissero a Iefte: Perché sei andato a combattere contro gli Ammoniti e non ci hai chiamati con te? Noi bruceremo te e la tua casa.
    12Iefte rispose loro: Io e il mio popolo abbiamo avuto grandi lotte con gli Ammoniti; quando vi ho chiamati in aiuto, non siete venuti a liberarmi dalle loro mani.
    12Vedendo che voi non venivate in mio aiuto, ho esposto al pericolo la vita, ho marciato contro gli Ammoniti e il Signore me li ha messi nelle mani. Perché dunque siete venuti oggi contro di me a muovermi guerra?.
    12Iefte, radunati tutti gli uomini di Gàlaad, diede battaglia ad Efraim; gli uomini di Gàlaad sconfissero gli Efraimiti, perché questi dicevano: Voi siete fuggiaschi di Efraim; Gàlaad sta in mezzo a Efraim e in mezzo a Manàsse.
    12I Galaaditi intercettarono agli Efraimiti i guadi del Giordano; quando uno dei fuggiaschi di Efraim diceva: Lasciatemi passare, gli uomini di Gàlaad gli chiedevano: Sei un Efraimita?. Se quegli rispondeva: No,
    12i Galaaditi gli dicevano: Ebbene, dì Scibbolet, e quegli diceva Sibbolet, non sapendo pronunciare bene. Allora lo afferravano e lo uccidevano presso i guadi del Giordano. In quella occasione perirono quarantaduemila uomini di Efraim.
    12Iefte fu giudice d'Israele per sei anni. Poi Iefte, il Galaadita, morì e fu sepolto nella sua città in Gàlaad.
    12Dopo di lui fu giudice d'Israele Ibsan di Betlemme.
    12Egli ebbe trenta figli, maritò trenta figlie e fece venire da fuori trenta fanciulle per i suoi figli. Fu giudice d'Israele per sette anni.
    12Poi Ibsan morì e fu sepolto a Betlemme.
    12Dopo di lui fu giudice d'Israele Elon, lo Zabulonita; fu giudice d'Israele per dieci anni.
    12Poi Elon, lo Zabulonita, morì e fu sepolto ad Aialon, nel paese di Zàbulon.
    12Dopo di lui fu giudice d'Israele Abdon, figlio di Illel, di Piraton.
    12Ebbe quaranta figli e trenta nipoti, i quali cavalcavano settanta asinelli. Fu giudice d'Israele per otto anni.
    12Poi Abdon, figlio di Illel, il Piratonita, morì e fu sepolto a Piraton, nel paese di Efraim, sul monte Amalek.
    13Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani dei Filistei per quarant'anni.
    13C'era allora un uomo di Zorea di una famiglia dei Daniti, chiamato Manoach; sua moglie era sterile e non aveva mai partorito.
    13L'angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio.
    13Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla d'immondo.
    13Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno; egli comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei.
    13La donna andò a dire al marito: Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l'aspetto di un angelo di Dio, un aspetto terribile. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome,
    13ma mi ha detto: Ecco tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d'immondo, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte.
    13Allora Manoach pregò il Signore e disse: Signore, l'uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c'insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro.
    13Dio ascoltò la preghiera di Manoach e l'angelo di Dio tornò ancora dalla donna, mentre stava nel campo; ma Manoach suo marito non era con lei.
    13La donna corse in fretta ad informare il marito e gli disse: Ecco, mi è apparso quell'uomo che venne da me l'altro giorno.
    13Manoach si alzò, seguì la moglie e giunto a quell'uomo gli disse: Sei tu l'uomo che hai parlato a questa donna?. Quegli rispose: Sono io.
    13Manoach gli disse: Quando la tua parola si sarà avverata, quale sarà la norma da seguire per il bambino e che si dovrà fare per lui?.
    13L'angelo del Signore rispose a Manoach: Si astenga la donna da quanto le ho detto.
    13Non mangi nessun prodotto della vigna, né beva vino o bevanda inebriante e non mangi nulla d'immondo; osservi quanto le ho comandato.
    13Manoach disse all'angelo del Signore: Permettici di trattenerti e di prepararti un capretto!.
    13L'angelo del Signore rispose a Manoach: Anche se tu mi trattenessi, non mangerei il tuo cibo; ma se vuoi fare un olocausto, offrilo al Signore. Manoach non sapeva che quello fosse l'angelo del Signore.
    13Poi Manoach disse all'angelo del Signore: Come ti chiami, perché quando si saranno avverate le tue parole, noi ti rendiamo onore?.
    13L'angelo del Signore gli rispose: Perché mi chiedi il nome? Esso è misterioso.
    13Manoach prese il capretto e l'offerta e li bruciò sulla pietra al Signore, che opera cose misteriose. Mentre Manoach e la moglie stavano guardando,
    13mentre la fiamma saliva dall'altare al cielo, l'angelo del Signore salì con la fiamma dell'altare. Manoach e la moglie, che stavano guardando, si gettarono allora con la faccia a terra
    13e l'angelo del Signore non apparve più né a Manoach né alla moglie. Allora Manoach comprese che quello era l'angelo del Signore.
    13Manoach disse alla moglie: Noi moriremo certamente, perché abbiamo visto Dio.
    13Ma sua moglie gli disse: Se il Signore avesse voluto farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l'olocausto e l'offerta; non ci avrebbe mostrato tutte queste cose né ci avrebbe fatto udire proprio ora cose come queste.
    13Poi la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il Signore lo benedisse.
    13Lo spirito del Signore cominciò a investirlo quando era a Macane-Dan, fra Zorea ed Estaol.
    14Sansone scese poi a Timna e a Timna vide una donna tra le figlie dei Filistei.
    14Tornato a casa, disse al padre e alla madre: Ho visto a Timna una donna, una figlia dei Filistei; ora prendetemela in moglie.
    14Suo padre e sua madre gli dissero: Non c'è una donna tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo, perché tu vada a prenderti una moglie tra i Filistei non circoncisi?. Ma Sansone rispose al padre: Prendimi quella, perché mi piace.
    14Suo padre e sua madre non sapevano che questo veniva dal Signore, il quale cercava pretesto di lite dai Filistei. In quel tempo i Filistei dominavano Israele.
    14Sansone scese con il padre e con la madre a Timna; quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un leone venirgli incontro ruggendo.
    14Lo spirito del Signore lo investì e, senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto. Ma di ciò che aveva fatto non disse nulla al padre né alla madre.
    14Scese dunque, parlò alla donna e questa gli piacque.
    14Dopo qualche tempo tornò per prenderla e uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco nel corpo del leone c'era uno sciame d'api e il miele.
    14Egli prese di quel miele nel cavo delle mani e si mise a mangiarlo camminando; quand'ebbe raggiunto il padre e la madre, ne diede loro ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dal corpo del leone.
    14Suo padre scese dunque da quella donna e Sansone fece ivi un banchetto, perché così usavano fare i giovani.
    14Quando lo ebbero visto, presero trenta compagni perché stessero con lui.
    14Sansone disse loro: Voglio proporvi un indovinello; se voi me lo spiegate entro i sette giorni del banchetto e se l'indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta mute di vesti;
    14ma se non sarete capaci di spiegarmelo, darete trenta tuniche e trenta mute di vesti a me.
    14Quelli gli risposero: Proponi l'indovinello e noi lo ascolteremo. Egli disse loro: Dal divoratore è uscito il cibo e dal forte è uscito il dolce. Per tre giorni quelli non riuscirono a spiegare l'indovinello.
    14Al quarto giorno dissero alla moglie di Sansone: Induci tuo marito a spiegarti l'indovinello; se no daremo fuoco a te e alla casa di tuo padre. Ci avete invitati qui per spogliarci?.
    14La moglie di Sansone si mise a piangergli attorno e a dirgli: Tu hai per me solo odio e non mi ami; hai proposto un indovinello ai figli del mio popolo e non me l'hai spiegato!. Le disse: Ecco, non l'ho spiegato a mio padre né a mia madre e dovrei spiegarlo a te?.
    14Essa gli pianse attorno, durante i sette giorni del banchetto; il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perché lo tormentava, ed essa spiegò l'indovinello ai figli del suo popolo.
    14Gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: Che c'è di più dolce del miele? Che c'è di più forte del leone?. Rispose loro: Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste sciolto il mio indovinello.
    14Allora lo spirito del Signore lo investì ed egli scese ad Ascalon; vi uccise trenta uomini, prese le loro spoglie e diede le mute di vesti a quelli che avevano spiegato l'indovinello. Poi acceso d'ira, risalì a casa di suo padre
    14e la moglie di Sansone fu data al compagno che gli aveva fatto da amico di nozze.
    15Dopo qualche tempo, nei giorni della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto e disse: Voglio entrare da mia moglie nella camera. Ma il padre di lei non gli permise di entrare
    15e gli disse: Credevo proprio che tu l'avessi ripudiata e perciò l'ho data al tuo compagno; la sua sorella minore non è più bella di lei? Prendila dunque al suo posto.
    15Ma Sansone rispose loro: Questa volta non sarò colpevole verso i Filistei, se farò loro del male.
    15Sansone se ne andò e catturò trecento volpi; prese delle fiaccole, legò coda e coda e mise una fiaccola fra le due code.
    15Poi accese le fiaccole, lasciò andare le volpi per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano tuttora in piedi e perfino le vigne e gli oliveti.
    15I Filistei chiesero: Chi ha fatto questo?. Fu risposto: Sansone, il genero dell'uomo di Timna, perché costui gli ha ripreso la moglie e l'ha data al compagno di lui. I Filistei salirono e bruciarono tra le fiamme lei e suo padre.
    15Sansone disse loro: Poiché agite in questo modo, io non la smetterò finché non mi sia vendicato di voi.
    15Li battè l'uno sull'altro, facendone una grande strage. Poi scese e si ritirò nella caverna della rupe di Etam.
    15Allora i Filistei vennero, si accamparono in Giuda e fecero una scorreria fino a Lechi.
    15Gli uomini di Giuda dissero loro: Perché siete venuti contro di noi?. Quelli risposero: Siamo venuti per legare Sansone; per fare a lui quello che ha fatto a noi.
    15Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della rupe di Etam e dissero a Sansone: Non sai che i Filistei ci dominano? Che cosa ci hai fatto?. Egli rispose loro: Quello che hanno fatto a me, io l'ho fatto a loro.
    15Gli dissero: Siamo scesi per legarti e metterti nelle mani dei Filistei. Sansone replicò loro: Giuratemi che voi non mi colpirete.
    15Quelli risposero: No, ti legheremo soltanto e ti metteremo nelle loro mani; ma certo non ti uccideremo. Lo legarono con due funi nuove e lo fecero salire dalla rupe.
    15Mentre giungeva a Lechi e i Filistei gli venivano incontro con grida di gioia, lo spirito del Signore lo investì; le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino bruciacchiati dal fuoco e i legami gli caddero disfatti dalle mani.
    15Trovò allora una mascella d'asino ancora fresca, stese la mano, l'afferrò e uccise con essa mille uomini.
    15Sansone disse: Con la mascella dell'asino, li ho ben macellati! Con la mascella dell'asino, ho colpito mille uomini!.
    15Quand'ebbe finito di parlare, gettò via la mascella; per questo, quel luogo fu chiamato Ramat-Lechi.
    15Poi ebbe gran sete e invocò il Signore dicendo: Tu hai concesso questa grande vittoria mediante il tuo servo; ora dovrò morir di sete e cader nelle mani dei non circoncisi?.
    15Allora Dio spaccò la roccia concava che è a Lechi e ne scaturì acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita. Perciò quella fonte fu chiamata En-Korè: essa esiste a Lechi fino ad oggi.
    15Sansone fu giudice d'Israele, al tempo dei Filistei, per venti anni.
    16Sansone andò a Gaza, vide una prostituta e andò da lei.
    16Fu detto a quelli di Gaza: E' venuto Sansone. Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città e tutta quella notte rimasero quieti, dicendo: Attendiamo lo spuntar del giorno e allora lo uccideremo.
    16Sansone riposò fino a mezzanotte; a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che guarda in direzione di Ebron.
    16In seguito si innamorò di una donna della valle di Sorek, che si chiamava Dalila.
    16Allora i capi dei Filistei andarono da lei e le dissero: Seducilo e vedi da dove proviene la sua forza così grande e come potremmo prevalere su di lui per legarlo e domarlo; ti daremo ciascuno mille e cento sicli d'argento.
    16Dalila dunque disse a Sansone: Spiegami: da dove proviene la tua forza così grande e in che modo ti si potrebbe legare per domarti?.
    16Sansone le rispose: Se mi si legasse con sette corde d'arco fresche, non ancora secche, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque.
    16Allora i capi dei Filistei le portarono sette corde d'arco fresche, non ancora secche, ed essa lo legò con esse.
    16L'agguato era teso in una camera interna. Essa gli gridò: Sansone, i Filistei ti sono addosso!. Ma egli spezzò le corde come si spezza un fil di stoppa, quando sente il fuoco. Così il segreto della sua forza non fu conosciuto.
    16Poi Dalila disse a Sansone: Ecco tu ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne; ora spiegami come ti si potrebbe legare.
    16Le rispose: Se mi si legasse con funi nuove non ancora adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque.
    16Dalila prese dunque funi nuove, lo legò e gli gridò: Sansone, i Filistei ti sono addosso!. L'agguato era teso nella camera interna. Egli ruppe come un filo le funi che aveva alle braccia.
    16Poi Dalila disse a Sansone: Ancora ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne; spiegami come ti si potrebbe legare. Le rispose: Se tu tessessi le sette trecce della mia testa nell'ordito e le fissassi con il pettine del telaio, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque.
    16Essa dunque lo fece addormentare, tessè le sette trecce della sua testa nell'ordito e le fissò con il pettine, poi gli gridò: Sansone, i Filistei ti sono addosso!. Ma egli si svegliò dal sonno e strappò il pettine del telaio e l'ordito.
    16Allora essa gli disse: Come puoi dirmi: Ti amo, mentre il tuo cuore non è con me? Gia tre volte ti sei burlato di me e non mi hai spiegato da dove proviene la tua forza così grande.
    16Ora poiché essa lo importunava ogni giorno con le sue parole e lo tormentava, egli ne fu annoiato fino alla morte
    16e le aprì tutto il cuore e le disse: Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo di Dio dal seno di mia madre; se fossi rasato, la mia forza si ritirerebbe da me, diventerei debole e sarei come un uomo qualunque.
    16Allora Dalila vide che egli le aveva aperto tutto il cuore, mandò a chiamare i capi dei Filistei e fece dir loro: Venite su questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il cuore. Allora i capi dei Filistei vennero da lei e portarono con sé il denaro.
    16Essa lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò un uomo adatto e gli fece radere le sette trecce del capo. Egli cominciò a infiacchirsi e la sua forza si ritirò da lui.
    16Allora essa gli gridò: Sansone, i Filistei ti sono addosso!. Egli, svegliatosi dal sonno, pensò: Io ne uscirò come ogni altra volta e mi svincolerò. Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui.
    16I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di rame. Egli dovette girare la macina nella prigione.
    16Intanto la capigliatura che gli avevano rasata, cominciava a ricrescergli.
    16Ora i capi dei Filistei si radunarono per offrire un gran sacrificio a Dagon loro dio e per far festa. Dicevano: Il nostro dio ci ha messo nelle mani Sansone nostro nemico.
    16Quando il popolo lo vide, cominciò a lodare il suo dio e a dire: Il nostro dio ci ha messo nelle mani Sansone nostro nemico, che ci devastava il paese e che ha ucciso tanti dei nostri.
    16Nella gioia del loro cuore dissero: Chiamate Sansone perché ci faccia divertire!. Fecero quindi uscire Sansone dalla prigione ed egli si mise a far giochi alla loro presenza. Poi lo fecero stare fra le colonne.
    16Sansone disse al fanciullo che lo teneva per la mano: Lasciami pure; fammi solo toccare le colonne sulle quali posa la casa, così che possa appoggiarmi ad esse.
    16Ora la casa era piena di uomini e di donne; vi erano tutti i capi dei Filistei e sul terrazzo circa tremila persone fra uomini e donne, che stavano a guardare, mentre Sansone faceva giochi.
    16Allora Sansone invocò il Signore e disse: Signore, ricordati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, Dio, e in un colpo solo mi vendicherò dei Filistei per i miei due occhi!.
    16Sansone palpò le due colonne di mezzo, sulle quali posava la casa; si appoggiò ad esse, all'una con la destra, all'altra con la sinistra.
    16Sansone disse: Che io muoia insieme con i Filistei!. Si curvò con tutta la forza e la casa rovinò addosso ai capi e a tutto il popolo che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita.
    16Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portarono via; risalirono e lo seppellirono fra Zorea ed Estaol nel sepolcro di Manoach suo padre. Egli era stato giudice d'Israele per venti anni.
    17C'era un uomo sulle montagne di Efraim, che si chiamava Mica.
    17Egli disse alla madre: Quei millecento sicli di argento che ti hanno rubato e per i quali hai pronunziato una maledizione e l'hai pronunziata alla mia presenza, ecco, li ho io; quel denaro l'avevo preso io. Ora te lo restituisco. La madre disse: Benedetto sia mio figlio dal Signore!.
    17Egli restituì alla madre i millecento sicli d'argento e la madre disse: Io consacro con la mia mano questo denaro al Signore, in favore di mio figlio, per farne una statua scolpita e una statua di getto.
    17Quando egli ebbe restituito il denaro alla madre, questa prese duecento sicli e li diede al fonditore, il quale ne fece una statua scolpita e una statua di getto, che furono collocate nella casa di Mica.
    17Quest'uomo, Mica, ebbe un santuario; fece un efod e i terafim e diede l'investitura a uno dei figli, che gli fece da sacerdote.
    17In quel tempo non c'era un re in Israele; ognuno faceva quello che gli pareva meglio.
    17Ora c'era un giovane di Betlemme di Giuda, della tribù di Giuda, il quale era un levita e abitava in quel luogo come forestiero.
    17Questo uomo era partito dalla città di Betlemme di Giuda, per cercare una dimora dovunque la trovasse. Cammin facendo era giunto sulle montagne di Efraim, alla casa di Mica.
    17Mica gli domandò: Da dove vieni?. Gli rispose: Sono un levita di Betlemme di Giuda e vado a cercare una dimora dove la troverò.
    17Mica gli disse: Rimani con me e sii per me padre e sacerdote; ti darò dieci sicli d'argento all'anno, un corredo e vitto. Il levita entrò.
    17Il levita dunque acconsentì a stare con quell'uomo, che trattò il giovane come un figlio.
    17Mica diede l'investitura al levita; il giovane gli fece da sacerdote e si stabilì in casa di lui.
    17Mica disse: Ora so che il Signore mi farà del bene, perché ho ottenuto questo levita come mio sacerdote.
    18In quel tempo non c'era un re in Israele e la tribù dei Daniti cercava un territorio per stabilirvisi, perché fino a quei giorni non le era toccata nessuna eredità fra le tribù d'Israele.
    18I figli di Dan mandarono dunque da Zorea e da Estaol cinque uomini della loro tribù, uomini di valore, per visitare ed esplorare il paese; dissero loro: Andate ad esplorare il Paese!. Quelli giunsero sulle montagne di Efraim fino alla casa di Mica e passarono la notte in quel luogo.
    18Mentre erano presso la casa di Mica, riconobbero la voce del giovane levita; avvicinatisi, gli chiesero: Chi ti ha condotto qua? Che fai in questo luogo? Che hai tu qui?.
    18Rispose loro: Mica mi ha fatto così e così, mi dà un salario e io gli faccio da sacerdote.
    18Gli dissero: Consulta Dio, perché possiamo sapere se il viaggio che abbiamo intrapreso avrà buon esito.
    18Il sacerdote rispose loro: Andate in pace, il viaggio che fate è sotto lo sguardo del Signore.
    18I cinque uomini continuarono il viaggio e arrivarono a Lais e videro che il popolo, che vi abitava, viveva in sicurezza secondo i costumi di quelli di Sidòne, tranquillo e fidente; non c'era nel paese chi, usurpando il potere, facesse qualcosa di offensivo; erano lontani da quelli di Sidòne e non avevano relazione con nessuno.
    18Poi tornarono ai loro fratelli a Zorea e a Estaol e i fratelli chiesero loro: Che notizie portate?.
    18Quelli risposero: Alziamoci e andiamo contro quella gente, poiché abbiamo visto il paese ed è ottimo. E voi rimanete inattivi? Non indugiate a partire per andare a prendere in possesso il paese.
    18Quando arriverete là, troverete un popolo che non sospetta di nulla. Il paese è vasto e Dio ve lo ha messo nelle mani; è un luogo dove non manca nulla di ciò che è sulla terra.
    18Allora seicento uomini della tribù dei Daniti partirono da Zorea e da Estaol, ben armati.
    18Andarono e si accamparono a Kiriat-Iearim, in Giuda; perciò il luogo, che è a occidente di Kiriat-Iearim, fu chiamato e si chiama fino ad oggi l'accampamento di Dan.
    18Di là passarono sulle montagne di Efraim e giunsero alla casa di Mica.
    18I cinque uomini che erano andati a esplorare il paese di Lais dissero ai loro fratelli: Sapete che in queste case c'è un efod, ci sono i terafim, una statua scolpita e una statua di getto? Sappiate ora quello che dovete fare.
    18Quelli si diressero da quella parte, giunsero alla casa del giovane levita, cioè alla casa di Mica, e lo salutarono.
    18Mentre i seicento uomini dei Daniti, muniti delle loro armi, stavano davanti alla porta,
    18e i cinque uomini che erano andati a esplorare il paese vennero, entrarono in casa, presero la statua scolpita, l'efod, i terafim e la statua di getto. Intanto il sacerdote stava davanti alla porta con i seicento uomini armati.
    18Quando, entrati in casa di Mica, ebbero preso la statua scolpita, l'efod, i terafim e la statua di getto, il sacerdote disse loro: Che fate?.
    18Quelli gli risposero: Taci, mettiti la mano sulla bocca, vieni con noi e sarai per noi padre e sacerdote. Che cosa è meglio per te, essere sacerdote della casa di un uomo solo oppure essere sacerdote di una tribù e di una famiglia in Israele?.
    18Il sacerdote gioì in cuor suo; prese l'efod, i terafim e la statua scolpita e si unì a quella gente.
    18Allora si rimisero in cammino, mettendo innanzi a loro i bambini, il bestiame e le masserizie.
    18Quando erano gia lontani dalla casa di Mica, i suoi vicini si misero in armi e raggiunsero i Daniti.
    18Allora gridarono ai Daniti. Questi si voltarono e dissero a Mica: Perché ti sei messo in armi?.
    18Egli rispose: Avete portato via gli dei che mi ero fatti e il sacerdote e ve ne siete andati. Ora che mi resta? Come potete dunque dirmi: Che hai?.
    18I Daniti gli dissero: Non si senta la tua voce dietro a noi, perché uomini irritati potrebbero scagliarsi su di voi e tu ci perderesti la vita e la vita di quelli della tua casa!.
    18I Daniti continuarono il viaggio; Mica, vedendo che essi erano più forti di lui, si voltò indietro e tornò a casa.
    18Quelli dunque, presi con sé gli oggetti che Mica aveva fatti e il sacerdote che aveva al suo servizio, giunsero a Lais, a un popolo che se ne stava tranquillo e sicuro; lo passarono a fil di spada e diedero la città alle fiamme.
    18Nessuno le prestò aiuto, perché era lontana da Sidòne e i suoi abitanti non avevano relazioni con altra gente. Essa era nella valle che si estende verso Bet-Recob.
    18Poi i Daniti ricostruirono la città e l'abitarono. La chiamarono Dan dal nome di Dan loro padre, che era nato da Israele; ma prima la città si chiamava Lais.
    18E i Daniti eressero per loro uso la statua scolpita; Gionata, figlio di Ghersom, figlio di Manàsse, e i suoi figli furono sacerdoti della tribù dei Daniti finché gli abitanti del paese furono deportati.
    18Essi misero in onore per proprio uso la statua scolpita, che Mica aveva fatta, finché la casa di Dio rimase a Silo.
    19In quel tempo, quando non c'era un re in Israele, un levita, il quale dimorava all'interno delle montagne di Efraim, si prese per concubina una donna di Betlemme di Giuda.
    19Ma la concubina in un momento di collera lo abbandonò, tornando a casa del padre a Betlemme di Giuda e vi rimase per quattro mesi.
    19Suo marito si mosse e andò da lei per convincerla a tornare. Aveva preso con sé il suo servo e due agguato nella campagna: quando vide che il popolo usciva dalla città, si mosse contro di essi e li battè.
    19Abimèlech e la sua gente fecero irruzione e si fermarono all'ingresso della porta della città, mentre le altre due passarono la notte in quel luogo.
    19Il quarto giorno si alzarono di buon'ora e il levita si disponeva a partire. Il padre della giovane disse: Prendi un boccone di pane per ristorarti; poi, ve ne andrete.
    19Così sedettero tutti e due insieme e mangiarono e bevvero. Poi il padre della giovane disse al marito: Accetta di passare qui la notte e il tuo cuore gioisca.
    19Quell'uomo si alzò per andarsene; ma il suocero fece tanta insistenza che accettò di passare la notte in quel luogo.
    19Il quinto giorno egli si alzò di buon'ora per andarsene e il padre della giovane gli disse: Rinfràncati prima. Così indugiarono fino al declinare del giorno e mangiarono insieme.
    19Quando quell'uomo si alzò per andarsene con la sua concubina e con il suo servo, il suocero, il padre della giovane, gli disse: Ecco, il giorno volge ora a sera; state qui questa notte; ormai il giorno sta per finire; passa la notte qui e il tuo cuore gioisca; domani vi metterete in viaggio di buon'ora e andrai alla tua tenda.
    19Ma quell'uomo non volle passare la notte in quel luogo; si alzò, partì e giunse di fronte a Iebus, cioè Gerusalemme, con i suoi due asini sellati, con la sua concubina e il servo.
    19Quando furono vicino a Iebus, il giorno era di molto calato e il servo disse al suo padrone: Vieni, deviamo il cammino verso questa città dei Gebusei e passiamovi la notte.
    19Il padrone gli rispose: Non entreremo in una città di stranieri, i cui abitanti non sono Israeliti, ma andremo oltre, fino a Gàbaa.
    19Aggiunse al suo servo: Vieni, raggiungiamo uno di quei luoghi e passeremo la notte a Gàbaa o a Rama.
    19Così passarono oltre e continuarono il viaggio; il sole tramontava, quando si trovarono di fianco a Gàbaa, che appartiene a Beniamino. Deviarono in quella direzione per passare la notte a Gàbaa.
    19Il levita entrò e si fermò sulla piazza della città; ma nessuno li accolse in casa per passare la notte.
    19Quand'ecco un vecchio che tornava la sera dal lavoro nei campi; era un uomo delle montagne di Efraim, che abitava come forestiero in Gàbaa, mentre invece la gente del luogo era beniaminita.
    19Alzati gli occhi, vide quel viandante sulla piazza della città. Il vecchio gli disse: Dove vai e da dove vieni?.
    19Quegli rispose: Andiamo da Betlemme di Giuda fino all'estremità delle montagne di Efraim. Io sono di là ed ero andato a Betlemme di Giuda; ora mi reco alla casa del Signore, ma nessuno mi accoglie sotto il suo tetto.
    19Eppure abbiamo paglia e foraggio per i nostri asini e anche pane e vino per me, per la tua serva e per il giovane che è con i tuoi servi; non ci manca nulla.
    19Il vecchio gli disse: La pace sia con te! Prendo a mio carico quanto ti occorre; non devi passare la notte sulla piazza.
    19Così lo condusse in casa sua e diede foraggio agli asini; i viandanti si lavarono i piedi, poi mangiarono e bevvero.
    19Mentre aprivano il cuore alla gioia ecco gli uomini della città, gente iniqua, circondarono la casa, bussando alla porta, e dissero al vecchio padrone di casa: Fà uscire quell'uomo che è entrato in casa tua, perché vogliamo abusare di lui.
    19Il padrone di casa uscì e disse loro: No, fratelli miei, non fate una cattiva azione; dal momento che quest'uomo è venuto in casa mia, non dovete commettere questa infamia!
    19Ecco mia figlia che è vergine, io ve la condurrò fuori, abusatene e fatele quello che vi pare; ma non commettete contro quell'uomo una simile infamia.
    19Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo. Allora il levita afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. Essi la presero e abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; la lasciarono andare allo spuntar dell'alba.
    19Quella donna sul far del mattino venne a cadere all'ingresso della casa dell'uomo, presso il quale stava il suo padrone e là restò finché fu giorno chiaro.
    19Il suo padrone si alzò alla mattina, aprì la porta della casa e uscì per continuare il suo viaggio; ecco la donna, la sua concubina, giaceva distesa all'ingresso della casa, con le mani sulla soglia.
    19Le disse: Alzati, dobbiamo partire!. Ma non ebbe risposta. Allora il marito la caricò sull'asino e partì per tornare alla sua abitazione.
    19Come giunse a casa, si munì di un coltello, afferrò la sua concubina e la tagliò, membro per membro, in dodici pezzi; poi li spedì per tutto il territorio d'Israele.
    19Agli uomini che inviava ordinò: Così direte ad ogni uomo d'Israele: E' forse mai accaduta una cosa simile da quando gli Israeliti sono usciti dal paese di Egitto fino ad oggi? Pensateci, consultatevi e decidete!. Quanti vedevano, dicevano: Non è mai accaduta e non si è mai vista una cosa simile, da quando gli Israeliti sono usciti dal paese d'Egitto fino ad oggi!.
    20Allora tutti gli Israeliti uscirono, da Dan fino a Bersabea e al paese di Gàlaad, e il popolo si radunò come un sol uomo dinanzi al Signore, a Mizpa.
    20I capi di tutto il popolo e tutte le tribù d'Israele si presentarono all'assemblea del popolo di Dio, in numero di quattrocentomila fanti, che maneggiavano la spada.
    20I figli di Beniamino vennero a sapere che gli Israeliti erano venuti a Mizpa. Gli Israeliti dissero: Parlate! Com'è avvenuta questa scelleratezza?.
    20Allora il levita, il marito della donna che era stata uccisa, rispose: Io ero giunto con la mia concubina a Gàbaa di Beniamino per passarvi la notte.
    20Ma gli abitanti di Gàbaa insorsero contro di me e circondarono di notte la casa dove stavo; volevano uccidere me; quanto alla mia concubina le usarono violenza fino al punto che ne morì.
    20Io presi la mia concubina, la feci a pezzi e li mandai per tutto il territorio della nazione d'Israele, perché costoro hanno commesso un delitto e un'infamia in Israele.
    20Eccovi qui tutti, Israeliti; consultatevi e decidete qui stesso.
    20Tutto il popolo si alzò insieme gridando: Nessuno di noi tornerà alla tenda, nessuno di noi rientrerà a casa.
    20Ora ecco quanto faremo a Gàbaa: tireremo a sorte
    20e prenderemo in tutte le tribù d'Israele dieci uomini su cento, cento su mille e mille su diecimila, i quali andranno a cercare viveri per il popolo, per quelli che andranno a punire Gàbaa di Beniamino, come merita l'infamia che ha commessa in Israele.
    20Così tutti gli Israeliti si radunarono contro quella città, uniti come un sol uomo.
    20Le tribù d'Israele mandarono uomini in tutta la tribù di Beniamino a dire: Quale delitto è stato commesso in mezzo a voi?
    20Dunque consegnateci quegli uomini iniqui di Gàbaa, perché li uccidiamo e cancelliamo il male da Israele. Ma i figli di Beniamino non vollero ascoltare la voce dei loro fratelli, gli Israeliti.
    20I figli di Beniamino uscirono dalle loro città e si radunarono a Gàbaa per combattere contro gli Israeliti.
    20Si passarono in rassegna i figli di Beniamino usciti dalle città: formavano un totale di ventiseimila uomini che maneggiavano la spada, senza contare gli abitanti di Gàbaa.
    20Fra tutta questa gente c'erano settecento uomini scelti, che erano ambidestri. Tutti costoro erano capaci di colpire con la fionda un capello, senza fallire il colpo.
    20Si fece pure la rassegna degli Israeliti, non compresi quelli di Beniamino, ed erano quattrocentomila uomini in grado di maneggiare la spada, tutti guerrieri.
    20Gli Israeliti si mossero, vennero a Betel e consultarono Dio, dicendo: Chi di noi andrà per primo a combattere contro i figli di Beniamino?. Il Signore rispose: Giuda andrà per primo.
    20Il mattino dopo, gli Israeliti si mossero e si accamparono presso Gàbaa.
    20Gli Israeliti uscirono per combattere contro Beniamino e si disposero in ordine di battaglia contro di loro, presso Gàbaa.
    20Allora i figli di Beniamino uscirono e in quel giorno sterminarono ventiduemila Israeliti,
    20ma il popolo, gli Israeliti, si rinfrancarono e tornarono a schierarsi in battaglia dove si erano schierati il primo giorno.
    20Gli Israeliti andarono a piangere davanti al Signore fino alla sera e consultarono il Signore, dicendo: Devo continuare a combattere contro Beniamino mio fratello?. Il Signore rispose: Andate contro di loro.
    20Gli Israeliti vennero a battaglia con i figli di Beniamino una seconda volta.
    20I Beniaminiti una seconda volta uscirono da Gàbaa contro di loro e sterminarono altri diciottomila uomini degli Israeliti, tutti atti a maneggiar la spada.
    20Allora tutti gli Israeliti e tutto il popolo andarono a Betel, piansero e rimasero davanti al Signore e digiunarono quel giorno fino alla sera e offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore.
    20Gli Israeliti consultarono il Signore - l'arca dell'alleanza di Dio in quel tempo era là
    20e Pincas, figlio di Eleazaro, figlio di Aronne, prestava servizio davanti a essa in quel tempo - e dissero: Devo continuare ancora a uscire in battaglia contro Beniamino mio fratello o devo cessare?. Il Signore rispose: Andate, perché domani ve li metterò nelle mani.
    20Israele tese quindi un agguato intorno a Gàbaa.
    20Gli Israeliti andarono il terzo giorno contro i figli di Beniamino e si disposero a battaglia presso Gàbaa come le altre volte.
    20I figli di Beniamino fecero una sortita contro il popolo, si lasciarono attirare lontano dalla città e cominciarono a colpire e ad uccidere, come le altre volte, alcuni del popolo d'Israele, lungo le strade che portano a Betel e a Gàbaon, in aperta campagna: ne uccisero circa trenta.
    20Gia i figli di Beniamino pensavano: Eccoli sconfitti davanti a noi come la prima volta. Ma gli Israeliti dissero: Fuggiamo e attiriamoli dalla città sulle strade!.
    20Tutti gli Israeliti abbandonarono la loro posizione e si disposero a battaglia a Baal-Tamar, mentre quelli di Israele che erano in agguato sbucavano dal luogo dove si trovavano, a occidente di Gàbaa.
    20Diecimila uomini scelti in tutto Israele giunsero davanti a Gàbaa. Il combattimento fu aspro: quelli non si accorgevano del disastro che stava per colpirli.
    20Il Signore sconfisse Beniamino davanti ad Israele; gli Israeliti uccisero in quel giorno venticinquemila e cento uomini di Beniamino, tutti atti a maneggiare la spada.
    20I figli di Beniamino si accorsero d'essere sconfitti. Gli Israeliti avevano ceduto terreno a Beniamino, perché confidavano nell'agguato che avevano teso presso Gàbaa.
    20Quelli che stavano in agguato infatti si gettarono d'improvviso contro Gàbaa e, fattavi irruzione, passarono a fil di spada l'intera città.
    20C'era un segnale convenuto fra gli Israeliti e quelli dell'imboscata: questi dovevano fare salire dalla città una colonna di fumo.
    20Gli Israeliti avevano dunque voltato le spalle nel combattimento e gli uomini di Beniamino avevano cominciato a colpire e uccidere circa trenta uomini d'Israele. Essi dicevano: Ormai essi sono sconfitti davanti a noi, come nella prima battaglia!.
    20Ma quando il segnale, la colonna di fumo, cominciò ad alzarsi dalla città, quelli di Beniamino si voltarono indietro ed ecco tutta la città saliva in fiamme verso il cielo.
    20Allora gli Israeliti tornarono indietro e gli uomini di Beniamino furono presi dal terrore, vedendo il disastro piombare loro addosso.
    20Voltarono le spalle davanti agli Israeliti e presero la via del deserto; ma i combattenti li incalzavano e quelli che venivano dalla città piombavano in mezzo a loro massacrandoli.
    20Circondarono i Beniaminiti, li inseguirono senza tregua, li incalzarono fino di fronte a Gàbaa dal lato di oriente.
    20Caddero dei Beniaminiti diciottomila uomini, tutti valorosi.
    20I superstiti voltarono le spalle e fuggirono verso il deserto, in direzione della roccia di Rimmon e gli Israeliti ne rastrellarono per le strade cinquemila, li incalzarono fino a Ghideom e ne colpirono altri duemila.
    20Così il numero totale dei Beniaminiti, che caddero quel giorno, fu di venticinquemila, atti a maneggiare la spada, tutta gente di valore.
    20Seicento uomini, che avevano voltato le spalle ed erano fuggiti verso il deserto, raggiunsero la roccia di Rimmon, rimasero alla roccia di Rimmon quattro mesi.
    20Intanto gli Israeliti tornarono contro i figli di Beniamino, passarono a fil di spada nella città uomini e bestiame e quanto trovarono, e diedero alle fiamme anche tutte le città che incontrarono.
    21Gli Israeliti avevano giurato a Mizpa: Nessuno di noi darà in moglie la figlia a un Beniaminita.
    21Il popolo venne a Betel, dove rimase fino alla sera davanti a Dio, alzò la voce prorompendo in pianto
    21e disse: Signore, Dio d'Israele, perché è avvenuto questo in Israele, che oggi in Israele sia venuta meno una delle sue tribù?.
    21Il giorno dopo il popolo si alzò di buon mattino, costruì in quel luogo un altare e offrì olocausti e sacrifici di comunione.
    21Poi gli Israeliti dissero: Chi è fra tutte le tribù d'Israele, che non sia venuto all'assemblea davanti al Signore?. Perché c'era stato questo grande giuramento contro chi non fosse venuto alla presenza del Signore a Mizpa: Sarà messo a morte.
    21Gli Israeliti si pentivano di quello che avevano fatto a Beniamino loro fratello e dicevano: Oggi è stata soppressa una tribù d'Israele.
    21Come faremo per le donne dei superstiti, perché abbiamo giurato per il Signore di non dar loro in moglie nessuna delle nostre figlie?.
    21Dissero dunque: Qual è fra le tribù d'Israele quella che non è venuta davanti al Signore a Mizpa?. Risultò che nessuno di Iabes di Gàlaad era venuto all'accampamento dove era l'assemblea;
    21fatta la rassegna del popolo si era trovato che là non vi era nessuno degli abitanti di Iabes di Gàlaad.
    21Allora la comunità vi mandò dodicimila uomini dei più valorosi e ordinò: Andate e passate a fil di spada gli abitanti di Iabes di Gàlaad, comprese le donne e i bambini.
    21Farete così: ucciderete ogni maschio e ogni donna che abbia avuto rapporti con un uomo; invece risparmierete le vergini.
    21Trovarono fra gli abitanti di Iabes di Gàlaad quattrocento fanciulle vergini, che non avevano avuto rapporti con alcuno, e le condussero all'accampamento, a Silo, che è nel paese di Canaan.
    21Allora tutta la comunità mandò messaggeri per parlare ai figli di Beniamino che erano alla roccia di Rimmon e per proclamar loro la pace.
    21Così i Beniaminiti tornarono e furono loro date le donne a cui era stata risparmiata la vita fra le donne di Iabes di Gàlaad; ma non erano sufficienti per tutti.
    21Il popolo dunque si era pentito di quello che aveva fatto a Beniamino, perché il Signore aveva aperto una breccia fra le tribù d'Israele.
    21Gli anziani della comunità dissero: Come procureremo donne ai superstiti, poiché le donne beniaminite sono state distrutte?.
    21Soggiunsero: Le proprietà dei superstiti devono appartenere a Beniamino perché non sia soppressa una tribù in Israele.
    21Ma noi non possiamo dar loro in moglie le nostre figlie, perché gli Israeliti hanno giurato: Maledetto chi darà una moglie a Beniamino!.
    21Aggiunsero: Ecco ogni anno si fa una festa per il Signore a Silo, che è a nord di Betel, a oriente della strada che va da Betel a Sichem e a mezzogiorno di Lebona.
    21Diedero quest'ordine ai figli di Beniamino: Andate, appostatevi nelle vigne
    21e state a vedere: quando le fanciulle di Silo usciranno per danzare in coro, uscite dalle vigne, rapite ciascuno una donna tra le fanciulle di Silo e ve ne andrete nel paese di Beniamino.
    21Quando i loro padri o i loro fratelli verranno a discutere con voi, direte loro: Concedetele a noi: abbiamo preso ciascuno una donna come in battaglia... ma se ce le aveste date voi stessi, allora avreste peccato.
    21I figli di Beniamino fecero a quel modo: si presero mogli, secondo il loro numero, fra le danzatrici; le rapirono, poi partirono e tornarono nel loro territorio, riedificarono le città e vi stabilirono la dimora.
    21In quel medesimo tempo, gli Israeliti se ne andarono ciascuno nella sua tribù e nella sua famiglia e da quel luogo ciascuno si diresse verso la sua eredità.
    21In quel tempo non c'era un re in Israele; ognuno faceva quel che gli pareva meglio.